Letargo delle tartarughe di terra: quando inizia e come prepararle
Il letargo delle tartarughe di terra inizia di solito tra fine ottobre e novembre, quando le temperature scendono in modo stabile. È una fase naturale e necessaria per le specie mediterranee, ma va preparata con cura: una tartaruga che entra in letargo debole, disidratata o con l’intestino pieno corre rischi seri. In questa guida trovi quando inizia, come prepararla, dove farla dormire e quando è il caso di svegliarla.
Il letargo (detto anche brumazione nei rettili) non è un semplice sonno lungo. È un adattamento che permette alla tartaruga di superare i mesi freddi, quando il cibo scarseggia. Durante questa fase la temperatura corporea scende, il battito e la respirazione rallentano molto e l’animale vive delle riserve di grasso accumulate in estate.
Per le specie mediterranee come la Testudo hermanni (tartaruga di Hermann), la Testudo graeca (tartaruga greca) e la Testudo marginata (tartaruga marginata), il letargo è guidato dalla riduzione delle ore di luce e dal calo delle temperature. Per queste specie non è facoltativo: impedirlo ogni anno può causare squilibri ormonali, problemi riproduttivi e una vita più breve. Anche il habitat della tartaruga deve permettere di gestire bene questa fase.
In Italia la maggior parte delle tartarughe mediterranee entra in letargo tra la fine di ottobre e novembre e si risveglia tra fine febbraio e marzo. Il momento esatto dipende dalla zona: al Nord il letargo inizia prima, al Sud e sulle coste può iniziare più tardi ed essere più breve.
La tartaruga stessa ti dà dei segnali:
Questi segnali indicano che il letargo si avvicina. Non sono però un via libera: prima va completata la preparazione descritta qui sotto.
Non tutte le tartarughe di terra hanno bisogno del letargo. Dipende dalla specie e dalla zona d’origine:
Anche per le specie che lo richiedono, il letargo va evitato in questi casi:
In questi casi la tartaruga resta attiva per tutto l’inverno in un terrario con temperatura, luce UVB e alimentazione corrette. Se non sai quanti anni ha, può aiutarti la guida su come capire l’età delle tartarughe di terra; la decisione finale però spetta al veterinario.
È il passaggio più importante. Una tartaruga che va in letargo con un problema nascosto lo porta con sé per mesi, senza difese. Il controllo, meglio se da un veterinario esperto in rettili, di solito comprende:
Solo una tartaruga in buona salute dovrebbe affrontare il letargo. Il periodo giusto per la visita è settembre-ottobre, prima di iniziare il digiuno.
Non sai a chi rivolgerti? Non tutti i veterinari visitano i rettili. Trova un veterinario esperto in animali esotici vicino a te e prenota il controllo pre-letargo.
La preparazione inizia 6-8 settimane prima della data prevista. L’obiettivo è doppio: arrivare al letargo con buone riserve e con l’intestino completamente vuoto.
L’intestino deve essere vuoto all’inizio del letargo: il cibo non digerito può fermentare e causare infezioni gravi durante l’inverno. Per la dieta del resto dell’anno puoi seguire la guida sull’alimentazione consigliata per le tartarughe di terra.
Una buona idratazione protegge i reni durante i mesi in cui la tartaruga non berrà.
Il metodo giusto è quello che garantisce una temperatura stabile tra 4 e 8 °C, al riparo da gelo, acqua e predatori. I metodi più usati sono tre.
È il metodo più naturale, ma funziona solo dove gli inverni sono miti e senza sbalzi. La tartaruga ha bisogno di un rifugio interrato, in un punto che non si allaghi, coperto da foglie secche e protetto da pioggia, topi e altri animali. Nelle zone con gelate frequenti il rischio di congelamento è alto: in quel caso è meglio un metodo al chiuso.
Si usa una scatola di legno o plastica con fori per l’aria, riempita con terriccio leggermente umido e foglie, posta in un locale non riscaldato: cantina, garage o ripostiglio. Il locale deve restare tra 4 e 8 °C per tutto l’inverno. Un termometro con minima e massima ti dice se la temperatura resta nel range anche di notte.
È il metodo più controllato, usato da molti allevatori. Si usa un frigorifero dedicato, non quello di casa, impostato tra 4 e 8 °C, con la tartaruga in una scatola aerata. Il frigorifero va aperto ogni giorno per qualche secondo per cambiare l’aria, e la temperatura va controllata con un termometro indipendente.
La temperatura ideale per le tartarughe mediterranee è tra 4 e 8 °C:
Più della temperatura esatta conta la stabilità: gli sbalzi causano risvegli parziali, molto dannosi.
Il substrato deve essere leggermente umido, mai bagnato. Un ambiente troppo secco disidrata la tartaruga; uno troppo umido favorisce muffe e batteri.
Il letargo va interrotto subito in caso di:
In questi casi risveglia la tartaruga in modo graduale, come descritto sotto, e contatta un veterinario esperto in rettili senza aspettare la primavera.
Un risveglio troppo brusco causa stress termico. Anche il cibo va reintrodotto con calma:
È normale che la tartaruga non mangi subito. Se però dopo 2 settimane dal risveglio non ha ancora iniziato a mangiare, serve una visita: può essere il segnale di una delle malattie comuni delle tartarughe di terra.
Nei 30-45 giorni dopo il risveglio il sistema immunitario è più debole e la tartaruga è più esposta alle infezioni. In questa fase:
Le prime feci possono contenere molti urati, depositi biancastri dovuti alla disidratazione. Con i bagni e il ritorno al cibo dovrebbero normalizzarsi.
Se è novembre e la tartaruga continua a mangiare ed essere attiva, verifica le temperature: in casa o in zone calde potrebbe non ricevere lo stimolo del freddo. Non forzarla mai senza aver fatto la preparazione e il controllo veterinario. Se è giovane, debilitata o di una specie tropicale, è normale e giusto che resti attiva.
Un risveglio a metà inverno di solito dipende da una temperatura troppo alta o instabile. Se si muove soltanto, controlla e correggi la temperatura. Se ha urinato, ha perso peso o mostra secrezioni, è più sicuro svegliarla del tutto e farla visitare.
Sì, ma non in un ambiente riscaldato. Serve un locale fresco e stabile tra 4 e 8 °C, oppure un frigorifero dedicato. Il terrario in salotto non è adatto: è troppo caldo per il letargo e troppo freddo per restare attiva.
Non esiste un peso valido per tutte: dipende da specie, età e dimensioni. Per questo è utile il controllo pre-letargo, in cui il veterinario valuta se le riserve sono sufficienti.
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